Installare un radiatore può essere molto complesso se non si conoscono la procedura e i trucchi del mestiere. Ecco dunque una breve guida per scoprire come installare un termosifone al meglio.

Per prima cosa è necessario capire dove precisamente si voglia collocare il termosifone: su una parete interna o esterna, su un muro portante o divisorio. Questa condizione non è accessoria ma fondamentale. Poiché se i materiali sono solidi (di cemento o pietra), tutti i radiatori possono essere adatti, qualsiasi dimensione o stile abbiano (basta possedere le giuste staffe di montaggio). Un esempio è il Mercurio presente nella fotografia qui sotto.

Una parete in cartongesso invece è più difficile da gestire: bisogna scoprire esattamente dove si trovano i montanti, ovvero la parte più forte del muro e adatta a sostenere il termosifone. Dalla loro posizione dipende la scelta del tipo di radiatore, che dovrà avere certe misure, soprattutto a livello di interasse. Se queste indicazioni non vengono rispettate, sarà necessario modificare la tubazione esistente.

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Mercurio installato su un muro portante


La sostituzione

Il primo passo da svolgere per sostituire il vecchio radiatore con uno nuovo è svuotarlo, dopo aver spento il riscaldamento. Si proceda dunque alla chiusura di valvola e detentore. Così facendo l’acqua confluisce fuori dal calorifero. Attenzione alle eventuali perdite: è bene porre un secchio sotto la valvola per non sporcare pavimento e parete (l’acqua potrebbe essere torbida se l’impianto è vecchio). Infine bisogna procedere con le stesse azioni allentando la valvola di sfogo.

A questo punto è possibile procedere con la vera e propria rimozione del termosifone dalle staffe di montaggio, che poi dovranno essere smontate e sostituite con le nuove. Tutti i collegamenti del vecchio radiatore devono essere eliminati (possibilmente usando una chiave a rullino).

APELLE linea di Radiatori Liberty in ghisa

Apelle installato su una parete divisoria


Come installare un termosifone

Per installare un radiatore, soprattutto se in ghisa, servono alcuni consigli: il procediemento potrebbe rivelarsi davvero complesso. Anzitutto bisogna valutare se il termosifone è stato spedito in un unico pezzo o in più sezioni. Nel secondo caso devono essere unite avvitando i nipples di giunzione e le guarnizioni.

La chiave di giunzione deve essere inserita all’estremità del radiatore, superiore e inferiore, eseguendo un giro completo per creare collegamenti saldi. L’ultimo passaggio è l’immissione del tappo terminale, da serrare con una chiave inglese.

Solo a questo punto è ora di collegare il termosifone alla parete. Attenzione alle valvole! Anch’esse dovranno essere reimpostate per consentire entrata e uscita del flusso d’acqua. Prima di riaccendere il calorifero, è infine necessario controllare la presenza di eventuali perdite. Osservate l’esempio del modello Vendome qui sotto.

VICTOIRES Valvola in stile per radiatori in ghisa

Attenzione alle valvole! Questo è il modello Vendome


La manutenzione

Dopo l’installazione del termosifone in ghisa, il lavoro non è finito! In effetti un radiatore di questo genere richiede un impegno continuo e costante per funzionare al meglio.

Anzitutto è fondamentale la pulizia esterna, da svolgersi regolarmente: è necessario spolverare il calorifero con gli strumenti adatti, come un panno morbido e, in caso di macchie ostinate, un sapone neuro. Assolutamente vietati sono i detergeni acidi o abrasivi.

Il lavaggio vero e proprio deve invece essere effettuato poche volte l’anno, solo quando i termosifoni si spengono o stanno per essere accesi. In questo caso bisogna usare acqua calda e uno sgrassatore.

Infine l’eliminazione della ruggine diviene necessaria dopo molto tempo dall’installazione, quando si manifestano i primi segni di usura . Lo strumento più utilizzato è per questa operazione è la carta vetrata.

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